Oggi, la maggior parte delle persone vive una vita di corsa, frenetica. In tale contesto, il posto che si assegna alla musica è spesso quello di fare da sottofondo alle nostre giornate. Raramente, o forse mai, ci si siede in una stanza fermi, immobili, per ascoltare della musica. Questo vuol dire privarsi della possibilità di far lasciar volare libere quelle emozioni che verrebbero fuori da un ascolto reale. In questo mondo così convulso, la musica classica potrebbe essere quel momento della giornata concesso a se stessi, la pausa dal caos quotidiano: la liberazione dei sentimenti, lo svuotamento di tensioni accumulate, la tranquillità ritrovata.
Diversi studi hanno preso in considerazione gli influssi benefici che derivano dall’ascolto di musica classica. Secondo un recente studio americano, ascoltare musica classica per trenta minuti al giorno aiuta a combattere lo stress e contribuisce al nostro benessere psico-fisico. Anche l’università italiana si è occupata di ricerche di questo tipo. Attraverso un esperimento su persone ipertese, un’èquipe dell’Università di Firenze ha avuto risultati incredibili: coloro che hanno ascoltato trenta minuti di musica classica al giorno per un mese hanno migliorato i valori della pressione sanguigna.
La musica classica diventa tale a posteriori, ascoltarla vuol dire conoscere ciò che di meglio è stato composto nelle diverse epoche passate. Da questo punto di vista, ascoltare la musica classica vuol dire anche conoscere le tracce lasciate da uomini illustri, geni che hanno avuto la possibilità e la tranquillità di dedicarsi agli elementi dell’anima, cosa che spesso oggi non prendiamo troppo in considerazione.
