Ciò che lascia davvero senza parole è che la musica è in generale avvertita anche da organismi sprovvisti sprovvisti di udito, le piante appunto. Stando alle ipotesi avanzate negli ultimi anni, grazie al’ascolto di musica classica, le piante crescono con una migliore salute e risultano anche più produttive e fruttuose.
Uno studio svolto dall’Istituto Nazionale di agricoltura Biologica nella Corea del Sud ha evidenziato che le piante di riso tendono a crescere e a produrre maggiormente se ascoltano la musica classica.
Attraverso esperimenti, ci si è accorti che le reazioni all'ascolto da parte del mondo della flora, erano maggiori per frequenze comprese tra i 125Hz e i 250Hz, l’intervallo più utilizzato dalla musica classica.
Anche in Italia, si sono sperimentate le capacità della musica classica di agire sui vegetali.
Da qualche anno, è iniziata una collaborazione tra il professor Stefano Mancuso, esperto di neurobiologia vegetale all’università di Firenze, e il produttore di Brunello di Montalcino Giancarlo Cignozzi. Tra i vigneti, sono stati inseriti degli amplificatori che diffondono le note di Mozart, il compositore che le piante sembrano gradire più di altri.
Risultato stupefacente. Secondo il viticoltore, "la vite sembra avere un 35-40 per cento di incremento foliario, e del 200-300 per cento nel frutto".
Alla base del legame tra la produttività delle piante e la musica di Mozart, ci sarebbe il fatto che il grande talento austriaco compose musica della natura. Le sue composizioni contengono infatti sequenze del matematico Fibonacci, le stesse con cui si sviluppano i rami degli alberi.
Se la musica classica ha effetti positivi per le piante, immaginiamo quanto possa essere benefica per l’uomo e per il suo benessere psico-fisico.
