Inizialmente si chiamava fortepiano. Questo nome gli fu attribuito per la possibilità di poter modificare l’intensità, ossia la forza del suono in base alla pressione esercitata dal tocco delle dita sui tasti. Tale elasticità dello strumento musicale era sconosciuta fino ad allora.
Fu Bartolomeo Cristofori l’inventore di quello che egli chiamò gravicembalo col pian e forte, padre del pianoforte, strumento musicale oggi ampiamente suonato tra i più svariati generi musicali. Alcuni degli esemplari da lui costruiti sono conservati ancora oggi.
Cristofari fu molto criticato ma allo stesso tempo in molti presero spunto dai suoi progetti. Tra i musicisti, lo strumento ideato dall’artigiano padovano non riscosse molto successo in Italia ma in Germania fu accolto con molto entusiasmo.
Il costruttore Gottfried Silbermann, basandosi sull’invenzione di Cristofari, diede vita inizialmente a due pianoforti e in seguito ad una vera e propria produzione in serie dello strumento che venne man mano perfezionato dai suoi allievi, tra cui Johann Andreas Stein.
È con l’affermarsi del Romanticismo che il pianoforte venne consacrato tra gli strumenti musicali. A partire dal ‘900, il pianoforte si espande anche nell’Est del mondo sempre più interessato a conoscere la cultura occidentale.
