Quello che invece i più ignorano è che proprio un’opera del grande compositore vissuto nel XVIII secolo è in grado di suscitare delle reazioni positive nel bambino anche a livello fisico. Si tratta del cosiddetto Effetto Mozart e l’opera in questione è la Sonata in re maggiore per due pianoforti ma in generale la maggior parte delle opere di Mozart si prestano a tale particolare effetto.
Sembra che l’ascolto di questa composizione stimoli la formazione di nuove connessioni neuronali nel cervello dei bambini, favorendo l’apprendimento, il pensiero, la coscienza e molte altre reazioni che contribuiscono alla stimolazione della creatività e delle abilità spazio-temporali. Questo perché nel cervello ci sarebbero dei siti che rispondono positivamente a determinate frequenze che corrispondono proprio a quelle maggiormente sfruttate da Mozart. I bambini che maggiormente possono beneficiare di questo effetto sono quelli al di sotto dei tre anni.
Gordon Shaw e Frances Rauscher sono i due studiosi che nel 1933 hanno elaborato questa teoria che si vuole presentare come scientifica. In realtà ci sono state numerose controversie circa l’attendibilità di ciò che essi si sono sforzati di dimostrare. Infatti, dopo il loro esperimento nessuno è stato più capace di replicare gli stessi risultati.
